giovedì 14 dicembre 2017


Exagono

 

 

 

Si parte alla ricerca dell’ignoto,

 

la luce calda della luna mostra angoli di buio

che svaniscono agli occhi dei commensali

distratti dalle frequenze nascoste del mondo morente.

 

Con l’approssimarsi del giorno nel cantilenare del vento

sommesso, appiccicoso e stanco,

passano immaggini sbiadite

sembianze umane che

pian piano svaniscono con l’approssimarsi della luce

fino a svanire in essa.

Non più uomini ma esseri di luce,

non più materia ma pura energia,

non più corpo ma solo anima.

 

In cerchi concentrici saliamo

alla casa del padre,

la domus mundi ci aspetta,

per farci rinascere in un altro universo

in un altro spazio, in un altro tempo.

 

 

 

 

 

 

Gli ingannatori terrestri

svuotati del loro potere apparente

verranno inghiottiti dall’oblìo

fino a che, rigenerati e condannati su questo piano esistenziale

non troveranno la luce che riscaldi i loro spiriti.

 

 

Fino ad allora saranno condannati

all’esistenza limitata e materiale  .

 

 

Pace e gioia eterna per gli abitanti delle alte sfere,

inquietudine e tristezza senza alcuna soddisfazione per gli abitanti della terra

che non sanno dove guardare.

 

 

Torrida emanazione di energie sotteranee

ci tengono sotto scacco

con il loro potere etereo ci hanno offuscato

noi poveri , ignari di tale sventura

soffochiamo i nostri bisogni pensando di soddisfarli

navighiamo senza una rotta

girando in tondo come trottole impazzite

senza mai discostarci dal punto inziale.

 

Oggetti  indefiniti

Si muovono sullo sfondo

Grigio arancio

Lacrime di sangue

Scendono giù dal cielo

Toccando terra

Evaporano.

 

Spazi  elettrici

Spasmi da convulsioni

movimentano il  vuoto assoluto

Interconnessioni  ed interferenze

Movimentano, impazziti, inafferrabili, ineffabili, beffardi.

 

Da lontano si scorgono nuovi orizzonti

Per noi irraggiungibili

Sudore plastico avvolge corpi inanimati

Poggiati su questa specie di terreno spugnoso

Inconsistente eppure così reale

E’ il nostro piano

ma chi ci guarda  è dall’altro.

 

Sprofondo nell’assenza

Di questa vuota umanità

Che rende l’uomo

Come un oggetto indefinito

 

Mare di assenza.

Su cui galleggiano

Pezzi di carne in putrefazione....

M’appoggio sul bordo

Sperando di scorgere

Un approdo solido

Per poter tornare al mondo.

 

Antichi suoni arrivano dalle profondità della terra.

Testimoni  in pietra di epoche remote

I cui abitanti erano i Giganti.

Schiavi su un pianeta sconosciuto.

Eventi catastrofici, si susseguivano, ritmati con il respiro cosmico.

Dal passato resti di dura roccia, paiono dirci

 “succederà ancora... e ancora...ancora...

Quel che è intimamente nella natura dell’uomo”.

 

A volte,  compaiono segni incomprensibili, ai nostri occhi

Che distinguono Spirito ed Intelligenza.

Per questo destinati a confliggere con il Padre.

Solo percorrendo le vie della conoscenza

Potremmo provare a salvarci e comprendere chi siamo.

Ma questo non accadrà,

ora è troppo tardi.

 

Osservo distese aride dalla cima di un altopiano.

Il mio sguardo si fissa all’orizzonte arancio

Che sfoca lentamente in un turchese pallido

Fino ad incontrare la linea di una sierra...

Ecco! Come in Andalusia.

Ma no! Sono in un deserto

uno qualsiasi...

ma è solo un errore.

Mi trovo su un pezzo d’Africa migrato ad est...

Ma in fondo a guardar bene ho davanti a me

L’intero Mondo.

 

Il signore delle mosche ha deciso

L’inizio della fine è cominciato

Nessuno si potrà salvare.

Tranne quei pochi a caso. Ha! ma “il caso” lo decide Lui.

Sarà ancora una volta uno scontro epico

Che verrà ricordato per millenni fino al prossimo.

 

La terra si aprirà, le montagne esploderanno,

i ghiacci saranno sciolti, tzunami ed uragani spazzeranno ciò che resta...

Sarà la fine.

Sarà l’inizio.